martedì 8 dicembre 2009

Solvay Solexis: Si faccia luce sulla vicenda

In seguito alle recenti vicende della Solvay Solexis-polo chimico di Spinetta Marengo, ritengo che il quadro della vicenda sia preoccupante: la Procura sta indagando su accuse di avvelenamento doloso ed omessa bonifica contro 38 persone, fra vertici e dirigenti di tre società, Ausimont, Atofina-Arkema e Solvay Solexis.
Lo stato di inquinamento dell'acqua in falda determina il rischio di effetti tossico nocivi per la salute umana, attraverso l'uso dell'acqua potabile diretto e tramite l'irrigazione dei campi.
La Procura continua le verifiche e predispone anche un'indagine epidemiologica per vedere l'incidenza degli inquinanti alla Fraschetta su morti e malattie.
Fino alla primavera 2008 bevevano quell'acqua (es. pozzo num.8, acquedotto interno polo chimico) i dipendenti Solvay e le famiglie di una parte del sobborgo di Spinetta (Fonte notizie:"La Stampa" di venerdì 4 dicembre 2009).
Nel frattempo qualche giorno fa si verifica una fuoriuscita di gas alla Solvay per l'esattezza perfluoroisobutene, gas incolore ma tossico se inalato, allarme poi rientrato.
Arrivano, sempre pochi giorni fa, anche pressioni e telefonate, scritte sui muri contro chi fa parte del Comitato che si batte da tempo per far luce sulle vicende già citate e sui possibili danni alla salute.
In un quadro del genere, ritengo grave la continua riproposizione dello scontro fra Lavoro/Occupazione e Salute/Ambiente.
Nell'esprimere tutta la mia personale solidarietà a chiunque abbia subito pressioni e intimidazioni, a partire da Lino Balza, compagno in tante battaglie ambientali, rivolgo un appello a tutte le realtà ambientaliste, ai sindacati, ai lavoratori del polo chimico, nonchè agli abitanti di Spinetta e del territorio provinciale, perchè il problema ci riguarda tutti.
Si smetta una buona volta di contrapporre il diritto al lavoro al diritto alla salute e alla salvaguardia dell'ambiente; non si può barattare l'occupazione con la sicurezza sul lavoro o con la salute nostra e del territorio che abitiamo.
Non si può accusare chi chiede, giustamente, di far luce sulla vicenda e si preoccupa dello stato delle falde, della salubrità di aria ed acqua, di mirare a far chiudere l'azienda e togliere il lavoro ai suoi dipendenti.
Non si possono, d’altro canto, ignorare la questione lavorativa e le preoccupazioni dei lavoratori: per favore, però, non ci si presti, non prestiamoci, al solito ricatto "o di qua o di là". Occorre che sindacati, associazioni e comitati, i partiti, assumano una posizione chiara, in difesa della salute e del lavoro, tenendoli insieme, non contrapponendoli.
Confrontiamoci e adoperiamoci perchè venga fatta piena luce sulla faccenda, nessuna remora o reticenza. Combattere l’inquinamento della terra, dell’acqua e dell’aria è qualcosa che deve coinvolgerci tutti se vogliamo avere un futuro e soprattutto offrire un futuro a chi verrà dopo di noi.

Daniela Cauli-Segretaria del circolo PRC di Tortona

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