mercoledì 7 luglio 2010

SCANDALOSA AGGRESSIONE DI POLIZIA CONTRO AQUILANI

"Prima hanno usato le loro sofferenze e poi li hanno messi a tacere con il manganello. E' davvero scandalosa l'aggressione violenta messa in atto dalle forze dell'ordine, che hanno caricato e malmenato i cittadini aquilani terremotati che manifestavano contro la manovra Finanziaria". Questo il giudizio del segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, riguardo agli scontri di cui questa mattina sono stati vittima i cittadini de L'Aquila arrivati nella capitale per protestare sulla manovra finanziaria del governo. "Il presidente del consiglio ha fatto un sacco di chiacchiere e di promesse mendaci e poi è sparito come un venditore di chimere - dichiara Ferrero - Berlusconi ha utilizzato cinicamente per mesi la ribalta del terremoto per farsi pubblicità, dispensando efficienza di carta pesta e soluzioni illusorie a tutti i problemi. Adesso che i nodi vengono al pettine, che i soldi sono finiti ma i problemi sono rimasti irrisolti, che le popolazioni continuano a vivere nell'indigenza ma il governo non sa come fare, Berlusconi non si fa più vedere, mentre le forze dell'ordine caricano i manifestanti per cancellare dalla vista il problema".

Tratto da: "http://home.rifondazione.it/"

giovedì 24 giugno 2010

Metodo FIAT

Vale sempre la pena ricordare un commento fatto dall’avv. Agnelli, nel 1992, a proposito della scelta di Silvio Berlusconi di cimentarsi nel confronto elettorale di quel periodo: se perde, perde lui, se vince, vinciamo tutti, ovviamente riferito al gruppo dirigente di Confindustria dell’epoca.
L’influenza del gruppo Fiat sulle scelte politiche e d economiche del nostro paese è cosa nota, ma anche quando si parla di accordi Fiat non si discute mai di un solo stabilimento, sono scelte che fanno scuola, ed è per questa ragione che l’accordo che si vuole far accettare i lavoratori di Pomigliano potrebbe ispirare nuove forme di contrattazione sempre di più senza regole. Infatti, con le richieste avanzate dalla Fiat, si dovrebbe cedere ad un vero e proprio ricatto o accettare condizioni di lavoro durissime, oppure delocalizzazione della produzione e conseguente disoccupazione. Prendere per la gola una fabbrica agonizzante e, anche grazie alla complicità di una parte dei sindacati ed ad un’opposizione inesistente, cercare di modificare alcuni diritti sanciti dalla Costituzione, come il diritto allo sciopero o i permessi elettorali, ed alcuni diritti previsti dello Statuto dei lavoratori, come il diritto alla malattia, significa soltanto cercare di riportare il mondo del lavoro al secolo scorso. Se dovesse passare il “ modello Pomigliano” ne risentirà tutto il mondo del lavoro, nessuna categoria esclusa. Per questo esultano i vertici di Confindustria, Tremonti, Sacconi e tutti quelli che vogliono un Paese dove non si pongono domande, dove l’informazione è spesso “drogata”, dove soggetti la FIOM vengono bollati come “comunisti” e magari gli operai di Pomigliano come “fannulloni”. Da molti mesi la Fiat pubblicizzati la “Fabbrica Italia” come tanto di spot di un papà con un bimbo in braccio accompagnato con le solite frasi retoriche sull’avvenire. Un avvenire in cui, se passano gli accordi di Pomigliano, questo bambino non avrà nessun diritto sul suo posto di lavoro, né quelli sanciti dalla Costituzione, né quelli sanciti dallo Statuto dei lavoratori. Si decide il futuro delle nuove generazioni anche di quelli che pesano che loro riusciranno sempre a cavarsela, fino a prova contraria.

Il Circolo del PRC di Pontecurone: “Lucio Libertini”

giovedì 3 giugno 2010

Al Compagno Enzio Gemma

Mai più di oggi servirebbe una presenza forte tra i compagni come quella del Compagno Enzio.
In questa seconda repubblica, che sempre di più si vuole fare allontanare da quella precedente ,mancano figure di spessore politico come il Compagno Enzio.
Gli uomini e le donne che hanno contribuito a ricostruire questo paese,dopo aver combattuto la guerra di Liberazione,rappresentano ancor oggi per molti di noi gli esempi
di come migliaia di persone abbiano sacrificato un pezzo della loro vita al fine di conseguire libertà e dignità.
Negli anni a seguire la fine della guerra fino ad oggi,Enzio non ha mai buttato alle ortiche la bandiera rossa per cui ha combattuto,fisicamente prima, e politicamente in seguito.
Da te caro Compagno vogliamo cogliere la tua coerenza e fedeltà per la causa a cui ti sei dedicato per tutta la vita.
Con te sempre!

I Compagni e le Compagne del circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Alessandria

Sindaci e saltimbanchi

In uno dei recenti Consigli comunali ad Alessandria è successo qualcosa di strano ed inquietante, che vi vorrei brevemente raccontare. Le circostanze impongono la massima precisione. Giovedì 20 maggio si parla di bilancio. La discussione è animata, il clima teso. Ci sono molti punti controversi, e i tre revisori dei conti (i quali - ricordiamolo - sono stati eletti da tutti i consiglieri) sono chiamati ad esprimere un parere sui documenti presentati dalla giunta. Dall'opposizione abbiamo avanzato diverse perplessità, non solo per i contenuti 'politici' della manovra, ma anche per alcune cifre in senso stretto che ci sono sembrate poco chiare.
Non tutti i consiglieri hanno competenze tecniche adeguate. Io per primo, con la mia formazione filosofica e la mia inclinazione a studiare (e a insegnare) la politica nella sua dimensione più specificamente teorica, fatico molto a dovermi confrontare con i numeri. Ma qualcosa sono ormai in grado di capire, e decido di conseguenza che è tempo di esprimere con forza le suddette perplessità, in primo luogo di ordine politico - solo dismissioni e nessuna strategia di valorizzazione (ma questo è un giudizio di valore, e come tale certamente discutibile) -, e in secondo luogo chiedendo ragione di alcune operazioni contabili di dubbia legittimità. Non sono il solo a pensarla così. Molti consiglieri della minoranza hanno le stesse posizioni, e forse anche qualcuno della maggioranza, che però preferisce non esporsi... Ora, la miglior conferma (sinceramente inaspettata) dei nostri dubbi arriva proprio dai Revisori. Uno fra loro esprime addirittura parere negativo, e gli altri due un parere positivo ma con riserva, ossia condizionato a modifiche sostanziali rilevanti.
Un fatto evidentemente nuovo. La politica si scatena. L'assessore, il ragioniere capo e infine il sindaco difendono con animosità il proprio operato - invero, però, eludendo i rilievi più puntuali. Si criticano apertamente i Revisori e lo sterile "disfattismo" della minoranza. Infine, a tarda notte, si vota. Bilancio approvato. Dieci i voti contrari (le opposizioni unite), astensione dell'Udc - ma chissà dove si colloca il partito di Casini? In Provincia presiede un Consiglio di centrosinistra, in Comune si astiene su un bilancio - molto contestato - presentato dal centrodestra...
A questo punto il Sindaco si alza e pronuncia un discorso vibrante contro quei "saltimbanchi" che si permettono di esprimere valutazioni politiche, senza avere il titolo per farlo. Chiaro, almeno così appare a tutte/i i presenti, il riferimento ai revisori. Molto criticato dal primo cittadino anche il taglio strettamente tecnico che ha assunto la discussione sul bilancio. Cosa importano i numeri, quando in ballo c'è l'interesse della comunità tutta? E chi sono questi revisori per mettere in discussione l'azione dei membri della giunta, che ci "mettono la faccia" e hanno soprattutto l'investitura dei cittadini? Tali, se ben interpreto, i ragionamenti proposti da Fabbio, che ascolto con crescente sgomento.
Non so quanti dei presenti abbiano colto il senso del discorso pronunciato dal sindaco. Io chiedo subito la parola, rilevando anzitutto che quelle che Fabbio chiama "strutture burocratiche" in realtà sono organi di garanzia, e che i revisori dei conti non sono i servitori degli assessori, ma garanti e tutori indipendenti dell'interesse collettivo. Il loro operato è utile alla politica per ponderare meglio le proprie scelte. E lo stesso ragionamento si applica a tutti quegli istituti di garanzia che sono alla base del funzionamento di ogni democrazia rappresentativa compiuta.
Oggi invece sta passando un'altra concezione della democrazia. Riduttiva, molto riduttiva. La maggioranza vince e detta (o interpreta) le regole a suo uso e consumo. Punto. Questo non è un regime democratico, che invece - come dovrebbe sapere già uno studente al primo anno di Scienze politiche - si fonda anzitutto sul rispetto delle minoranze e sulla condivisione delle regole fondamentali. Altrimenti salta tutto. Si rompe l'argine contro possibili derive plebiscitarie e contro un Potere sempre più autoreferenziale.
In Italia, purtroppo, ne sappiamo qualcosa. Si esigono governi forti; si ottengono solo Parlamenti deboli, asserviti, impotenti. Tentazioni cesaristiche si diffondono dal centro alle periferie. Il potere dà sempre alla testa. Si inneggia - almeno per un po’ - all'uomo forte, legittimato per giunta dall'investitura diretta del popolo! Ecco allora che ci possiamo trovare sindaci compositori, poeti o cantanti (sic!); sindaci sportivi che si interessano e discettano di calcio, che amano e organizzano tornei tennisti ed esibizioni equestri; sindaci che adorano la piazza, i balli, le feste, e via dicendo... Pazienza se nel frattempo i conti in rosso impongono drastici tagli e vendite di beni comuni acquisiti in decenni di battaglie per dare più spazio al pubblico. Lo stesso concetto di "bene comune" oggi non è più di immediata comprensione, bensì sfumato, ambiguo, e sicuramente di minor fascino rispetto alla mostra dei fiori (o dei gatti, o dei fuoristrada, o di chissà cos'altro ancora) nel monumento simbolo della nostra città.
Non so se esista un antidoto efficace a questa deriva. Io insisto sulla partecipazione diretta dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. Ho letto con estremo favore la proposta rilanciata in una lettera di Delmo Maestri e Alfio Brina di sostituire le costose e spesso inutili "circoscrizioni" con i vecchi Consigli di quartiere (è stato del resto il primo emendamento al programma di mandato dell'attuale giunta che proposi in Consiglio comunale tre anni fa); Consigli basati sulla partecipazione volontaria, senza gettone e senza logiche di partito precostituite. Un modo, piccolo, per iniziare forse a invertire la rotta. Raccogliamo le idee e portiamole avanti. Altrimenti nulla ci salverà da chansonnier improvvisati e gare equestri nelle piazze cittadine.

Giorgio Barberis, Consigliere comunale PRC-SE

venerdì 28 maggio 2010

IL problema del commercio nel centro è finalmente emerso.

Per anni, riguardo alla situazione del commercio nella zona del centro, si era sentito parlare di viabilità,posteggi,scelte sbagliate delle amministrazioni comunali, ecc..ecc...
Al pubblico non era mai emerso nulla di inerente gli affitti dei locali commerciali, o i costi delle gestioni, nello specifico caso dei bar.
La cronaca cittadina delle ultime settimane ci porta all'evidenza la situazione ormai drammatica del commercio specialmente nella zona centrale, C.so Roma, vie limitrofe e Piazzetta della lega.
Senza dubbio non reca conforto ne felicità a nessuno ,sentirci dire che il 18 Settembre 2008,il capogruppo consiliare di Rifondazione Comunista al Comune di Alessandria, nel proporre una mozione che impegnava il Sindaco e la giunta a promuovere un'indagine conoscitiva sul profilo del commercio nella zona centro (cosa poi avvenuta), rimarcava il fatto che un fattore che meritava un adeguato approfondimento era proprio quello inerente all'entità degli affitti commerciali
Migliaia di euro al mese di affitto per poche decine di metri quadrati non possono portare che tristi conseguenze.
Quanti si sono lanciati nel commercio dopo aver lasciato o perso, un lavoro come dipendente, ed aver impegnato la liquidazione in una speranza nuova ?
Questo sviluppo drammatico della situazione nel settore commercio porta come conseguenza tragica l'infoltirsi della schiera dei disoccupati,e per giunta senza tutela sociale.
Un'amministrazione comunale,oltre a cercare soluzioni ottimali per la circolazione veicolare,le isole pedonali,la promozione di fiere e raduni,notti bianche,e quanto altro possa venire in mente,non potrebbe certo esercitare potere diretto presso le proprietà immobiliari ed i titolari di licenze che offrono le gestioni di attività.
Una proposta però si potrebbe avanzare all'amministrazione cittadina.
Sarebbe senza dubbio una buona e dovuta iniziativa che proprio la nostra città si facesse promotrice, tramite l'ANCI, di un progetto nazionale che andasse a gettare le basi per una legge sulle locazioni commerciali.,mirata a stabilire un tetto di quota reale proporzionato alla manifesta situazione attuale.
Che senso ha pretendere un esoso affitto il quale verrà incassato solo per qualche tempo,dato che verrà a generarsi un trasferimento, una chiusura ,od un fallimento?
Forse si vuole fare soltanto la politica dell'usa e getta a scapito degli imprenditori commerciali e di conseguenza dei loro dipendenti?
Non è ancora troppo tardi,anche se per molti lo è sicuramente.

Massimo Orero segretario cittadino PRC
Vincenzo Versace segretario cittadino PdCI

venerdì 30 aprile 2010

La lotta paga , l'attendismo no!

Dal giornale di domenica 25 Aprile ho appreso con piacere che l'amministrazione comunale di Alessandria ha sospeso la vendita ai privati dell'AMIU, certamente la partita non deve considerarsi chiusa, però questo è sicuramente un buon risultato.
La lotta intrapresa dai lavoratori dell'azienda è stata senza dubbio determinante per questo sviluppo della situazione,la dichiarazione di un altro sciopero di due giorni ha dimostrato che la decisione dei lavoratori nell'affrontare il governo cittadino ha portato a qualcosa di concreto.
Giunti a questo punto le forze politiche di opposizione non possono fare altro che riconoscersi ed integrarsi nella lotta a fianco dei lavoratori delle società municipalizzate,ed impegnarsi a coinvolgere la popolazione nella difesa dei servizi e dei beni pubblici .
Martedì 20 aprile alla circoscrizione Nord ha avuto luogo un incontro tra alcune delle forze politiche di opposizione in consiglio comunale ad Alessandria, lavoratori delle società municipalizzate, del comune e cittadini, dove si sono gettate le basi per un confronto tra le forze che non ci stanno a vedere vendere a pezzi la città.
Attendere immobili che le cose vadano avanti al peggio,confortandosi con il solo mugugno,
non è certo costruttivo, ne dignitoso.
Un primo appuntamento di unità di intenti può essere la raccolta firme per i quesiti referendari per mantenere il diritto dei cittadini di essere padroni delle risorse idriche,non a caso anche a livello locale si è proceduto a quotare in borsa l'AMAG , altra municipalizzata in privatizzazione tramite mercato finanziario.
In questa impostazione il consiglio comunale verrà esautorato dal controllo diretto a favore della dirigenza AMAG.
Non deve finire così!

Massimo Orero segretario cittadino del Partito della Rifondazione Comunista

lunedì 12 aprile 2010

UN POTERE ARROGANTE

Quando un individuo raggiunge una posizione di “potere” spesso si sente autorizzato a non confrontarsi con nessuno, dato che quello da lui stabilito potrebbe essere aggiunto sulle bibliche tavole della legge .
Nulla può essere posto in discussione!
I fortunati a cui viene concessa udienza possono soltanto ascoltare e cercare di comprendere con remissività ciò che li viene spiegato, anzi solennemente dichiarato.
Così è capitato Venerdì 09 Aprile 2010, quando alcuni dipendenti ASPAL, accompagnati dai rappresentanti sindacali di categoria, si sono recati al cospetto dell'assessore Vandone e dell'assessore Pavanello, al fine di avere notizie più precise e dirette del destino della loro azienda municipalizzata.
Il signor Vandone a quel punto ha manifestato la sua intenzione di non voler incontrare i rappresentanti sindacali. Probabilmente l'assessore ritiene che i lavoratori dovrebbero restare soli senza nessuno che con più competenza potrebbe aiutarli a comprendere i suoi piani ed eventualmente avanzare delle istanze.
Dare vita ad una gazzarra dentro Palazzo Rosso per negare il diritto dei lavoratori a farsi tutelare è segno di un'arroganza inaudita.
Il palazzo Comunale è la casa di tutti i cittadini, nessuno può avere la presunzione, entro quelle mura, di esercitare il proprio potere delegato (dai cittadini direttamente o dal Sindaco quale rappresentante dei cittadini) con sfrontatezza ed in abuso.
Speriamo che presto si possa avere l'occasione di poter ricambiare le cortesie ricevute da chi ci amministra.
Solidarietà ai lavoratori ed ai loro rappresentanti.

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
I circoli di Alessandria del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani

EMERGENCY – FERRERO: “IGNOBILE GOVERNO TENGA ELMETTO ANZICHE’ AGIRE PER PACIFISTI”

“E’ ignobile che il governo italiano e il ministro degli esteri Franco Frattini continuino a tenersi l’elmetto in testa anziché adoperarsi per il rilascio immediato di chi opera per la pace e la difesa della vita umana”. Così il portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, commenta gli sviluppi successivi all’arresto di tre medici italiani di Emergency in Afghanistan.
“Ci associamo alle parole di Gino Strada, nei confronti del quale e del cui operato esprimiamo tutta la nostra solidarietà – continua Ferrero – E’ indecente il comportamento del governo italiano, che antepone l’obbedienza e gli impegni di carattere militare alla protezione nei confronti di cittadini italiani, di un’associazione umanitaria come Emergency e dei suoi operatori, che si prodigano per alleviare le sofferenze di popolazioni martoriate da una guerra assurda, sfidando quotidianamente l’incrociarsi di violenze, rancori, ostilità, interessi”.

Paolo Ferrero: Segretario Nazionale PRC


venerdì 2 aprile 2010

Sulla RU486 l’onorevole Cota ignora il contenuto della legge 194

Non si può certo dire che Roberto Cota abbia fatto molto per nascondere il proprio vero volto, nelle prime 48 ore del suo mandato di presidente.

I suoi primi due interventi riguardano due temi (la revoca del patrocinio al Gay Pride e il blocco della somministrazione della RU 486), sui quali ha immediatamente adottato un comportamento per nulla istituzionale e profondamente autoritario. L’uscita sul “tenere la RU 486 nei magazzini” non solo contrasta con le norme che prevedono l’accesso ai farmaci registrati dall’AIFA, ma lascia intendere una presunzione istituzionale secondo la quale il Piemonte a guida leghista potrebbe permettersi l’intimidazione ai medici e l’offesa alla determinazione delle persone.

Le modalità per le quali le donne arrivano a decidere un’interruzione di gravidanza attengono alle loro storie e alle loro responsabilità, ben più complesse che le esortazioni immaginate con una diffusa presenza dei comitati per la vita negli atri degli ospedali: l’onorevole Cota ancorché avvocato ignora il contenuto della legge 194 e il ruolo dei consultori.

I primi pensieri del nuovo presidente del Piemonte sono stati esclusivamente mirati ad occupare le pagine nazionali della cronaca, con prese di posizione puramente ideologiche, volte ad accreditarsi presso gli ambienti ecclesiastici e a caratterizzarsi sui valori predicati piuttosto che sulla concreta condizione di vita delle persone.

Che il Cota Presidente ragioni con le stesse logiche del Cota comiziante non può che essere un elemento di forte preoccupazione per la nostra regione.

Eleonora Artesio, Federazione della Sinistra
Monica Cerutti, Sinistra Ecologia Libertà

“Un progetto per Alessandria”

La città di Alessandria, in questa fase storica di seconda repubblica, ha subito e sta subendo, tutto il peggio del liberismo e del riformismo. La giunta Fabbio a differenza di altre amministrazioni, anche di centro destra, sta applicando in maniera sollecita il decreto Calderoli, ciò ha portato a trasformare i servizi in disservizi, efficienti aziende pubbliche fatte divenire società a “forte” partecipazione privata.
Questa ultima fase, è ancora in atto e non da segnali di rallentamento.
Le ultime vicende di AMIU ed ASPAL, l'incombente quotazione in borsa dell'AMAG dovrebbero portarci tutti a scrivere decine e decine di comunicati e proteste varie, giorno per giorno a seconda di quello che l'assessore Vandone decide di mettere in vendita.
Giunti a questo punto noi riteniamo che sia sterile proseguire a produrre documenti caso per caso,il problema deve essere affrontato nella sua globalità,ed il problema in questione è l'amministrazione comunale di Alessandria.
Valutando che l'attività delle opposizioni in consiglio comunale non può portare, a ragion dei numeri, a nessun risultato concreto, l'unica strada percorribile è quella che deve portare tutti quelli che ritengono che sia ora di interrompere lo scempio a confrontarsi con chiarezza su un progetto per Alessandria.
Questo deve essere fatto al più presto, per impedire che restino solo macerie, dalle quali, visti i tempi, sarebbe difficile operare una ricostruzione.
Su queste basi invitiamo le forze politiche,la cittadinanza,ed i lavoratori ad aprire un confronto, in data 20 Aprile presso la circoscrizione Nord (Viale Teresa Michel, 17) alle ore 21.00 Noi ci permettiamo e ci sentiamo in obbligo, di dare l'input a questo processo.
Facciamo notare la scelta della data in tempi non sospetti in periodo post elettorale, non siamo a caccia di consensi da acquisire col populismo, ma cerchiamo di seguire una logica del fare dettata dal nostro bistrattato ideologismo.
Arrivederci al 20 Aprile.

Massimo Orero (Segretario cittadino del PRC)
Giorgio Barberis (Capogruppo PRC in consiglio comunale)
Ciro Fiorentino (Delegato CGIL Amiu)

martedì 23 marzo 2010

PAOLO FERRERO AD ALESSANDRIA

VENERDI' 26 MARZO ALLE H. 18,00 C/O ex-TAGLIERIA DEL PELO (Sala circoscrizione Euro-Pista, Via Wagner 38/d), IN ALESSANDRIA, CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE DELLE FEDERAZIONE DELLA SINISTRA CON PAOLO FERRERO

Saranno presenti i candidati per la Federazione della Sinistra alle regionali della Provincia di Alessandria.

ALBERTO DEAMBROGIO
ADRIANO ICARDI
DARIO GEMMA
ROSALIA GIANSANTI
FRANCESCO MORO

martedì 16 marzo 2010

Giù le mani dall'acqua pubblica!!!


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venerdì 12 marzo 2010

Giù le mani dall'articolo 18!!!


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mercoledì 3 marzo 2010

PUNTI PROGRAMMATICI DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA PER LE ELEZIONI REGIONALI DEL 2010

Il Piemonte è attraversato da una grave crisi economica che aggredisce con particolare forza il mondo del lavoro. Una crisi che non solo non può dirsi superata ma che tutti gli indicatori suggeriscono mostrerà nei prossimi mesi il proprio volto peggiore, soprattutto sul piano occupazionale.

Dopo le illusorie promesse del PdL di creare milioni di posti di lavoro, dal 1999 a oggi se ne sono in realtà persi 5 milioni. E' bene ricordare che Berlusconi e la Lega sono stati al Governo del Paese negli ultimi 8 anni, con una breve interruzione di 22 mesi, e lo sono disastrosamente ancora.

Crediamo che per affrontare la situazione in Piemonte sia necessario mettere a punto politiche attente e lungimiranti, potenziando gli stanziamenti da dedicare sia al sostegno al reddito sia al rilancio del lavoro nei settori in difficoltà e indicando settori di intervento innovativi.

Ciò è tanto più importante quanto più si profila all’orizzonte l’eventualità di una discontinuità a destra nel governo della Regione, di una destra portatrice di una cultura segnata in profondità dal razzismo e dall’intolleranza. Purtroppo sappiamo bene come l’intolleranza, già di per sé segno gravissimo di un’incapacità di costruire una convivenza civile e democratica fra le persone, costituisca inevitabilmente un potente motore per il rafforzamento di politiche contro il lavoro e contro i lavoratori.

La Federazione della Sinistra propone con forza in questo quadro la costruzione un nuovo modello sociale e di sviluppo, basato sulla capacità di contrasto alla crisi economica, a partire dalla messa a punto di politiche di sostegno al lavoro e ai lavoratori, e allo stesso tempo sul rilancio e sul rafforzamento di un sistema di servizi pubblici, a partire dai beni essenziali (acqua, energia, trasporti, salute, formazione), alternativo a un sistema basato al contrario sulla centralità delle grandi opere inutili e dannose, come è molto evidentemente il caso della TAV.

Le nostre proposte programmatiche si concentrano su alcuni temi principali: lavoro, sanità, ambiente energia e trasporti, scuola università ricerca cultura, politche abitative, laicità delle istituzioni, moralità della politica.

LAVORO
La crisi economica aggredisce con particolare forza la nostra Regione: in assenza di provvedimenti correttivi rischiamo nel 2010 almeno 30.000 licenziamenti solo in Piemonte. La produzione è scesa, a livello nazionale, del 17,5% nel 2009 e il Piemonte è una delle regioni che più ha subito questo arretramento. Lo spostamento verso gli USA dell'attenzione dei dirigenti FIAT, con l'impegno su Chrysler, sta provocando un ulteriore contrazione dell'attività produttiva a Torino e non prevede alcun nuovo investimento. La crisi colpisce soprattutto le lavoratrici ed i lavoratori più deboli, lasciando senza lavoro decine di migliaia di giovani e di donne impegnate al lavoro con finti contratti individuali (come molti lavoratori autonomi) e con contratti temporanei (come i collaboratori, le prestazioni tramite agenzie interinali ed i contratti a termine). In molti casi si tratta di persone che non hanno alcuna copertura di reddito. Una parte del lavoro precario sta scivolando nel lavoro nero senza tutela e senza dignità. E’ necessaria una politica regionale che sappia affrontare efficacemente una situazione tanto difficile.

Proponiamo

Blocco dei licenziamenti sia dal punto di vista delle modifiche normative, sia dal punto di vista dell’azione politica. Proposta della modifica della legge 223 per 3 anni; proroga per 2 anni della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà; azione politica a livello regionale e comunale per il blocco di fatto dei licenziamenti; sostegno alle lotte dei lavoratori contro i licenziamenti.

Una profonda azione di contrasto ad ogni forma di precariato. Ribadiamo il nostro obiettivo politico dell’abolizione della legge 30 e delle numerose forme di precariato ad essa connesse.
In questo quadro è necessario garantire il reddito minimo ai disoccupati e impegnare la Regione e le pubbliche amministrazioni a non ricorrere ad assunzioni caratterizzate da lavoro precario nelle sue varie forme.

Istituzione di un osservatorio sul fenomeno della violazione della dignità della persona nel lavoro e della sua sicurezza e salute, potenziando i servizi di prevenzione sul territorio.

Contrasto alle delocalizzazioni attraverso il sostegno alla nostra proposta di legge regionale che prevede forti disincentivi alla delocalizzazione e indennizzi ai lavoratori colpiti. Come obiettivo intermedio la richiesta ai comuni di procedere al sequestro cautelativo.

Piano straordinario per l’occupazione ed il lavoro dignitoso, prevedendo tre ambiti principali di attuazione: grande e diffuse opere di risanamento, attività di formazione scolastica permanente e di assistenza alle persone, riconversione energetica (risparmio/energia rinnovabile), azione per il rafforzamento salute e sicurezza dei lavoratori, istituzione di un organismo pubblico per il recupero e la riconversione produttiva di aziende in crisi

Investimenti sulle attività FIAT (Auto Iveco CNH) e sul suo indotto, partendo dall'utilizzo dei terreni ormai liberi dalle produzioni tradizionali, chiedendone l'utilizzo finanziato per realizzare un nuovo modello di mobilità urbana e i necessari nuovi mezzi di trasporto. E' necessario mettere a profitto l'investimento di 70 milioni di euro fatto da Regione, Città di Torino e Provincia di Torino sul sito di Mirafiori tramite TNE. Va richiesto con forza, anche con l'aiuto delle organizzazioni sindacali, che a Torino si torni a produrre un motore nuovo adatto alle nuove esigenze di trasporto più sicuro e ambientalmente compatibile.

SANITÀ
Il sistema sanitario pubblico ha garantito, in Italia e in Piemonte, il progressivo miglioramento dello stato di salute della popolazione. La sanità pubblica rappresenta dunque un pilastro dei diritti di cittadinanza, che va valorizzato e potenziato. L’importante impegno in questa direzione della Regione Piemonte e dell’Assessorato alla Sanità –ancora più significativo se si tiene conto che l’attuale Giunta ha ereditato dai precedenti 10 anni di governo della destra un sistema sanitario agonizzante- va confermato e rilanciato con forza.

Proponiamo

L’assunzione come valore strategico fondamentale della programmazione sanitaria e in particolare del ruolo del piano socio-sanitario regionale. Spetta in questo senso alla amministrazione regionale, in coerenza con il piano sanitario, l’eventuale preventiva autorizzazione a realizzare nuove strutture sanitarie convenzionate.

Potenziamento della politica sanitaria basata sulla prevenzione, intervenendo prioritariamente sulle cause che determinano le malattie, in particolare quelle tumorali, quelle cronico degenerative collegate agli stili di vita e quelle collegate alle esperienze di lavoro.

Impegno per ridurre ulteriormente le liste di attesa per esami clinici, visite e operazioni chirurgiche.

Potenziamento della medicina territoriale, con il pieno sviluppo dell’ambito distrettuale.

Sperimentazione dell’istituzione di case della salute con i comitati di partecipazione dei cittadini e degli operatori. Esse sono il centro delle cure primarie e costituiscono lo strumento che prende in carico il cittadino in ragione della propria malattia diventando il luogo dei servizi di base ad essi connessi (consultori, servizi contro le dipendenze, servizi di salute mentale).

Potenziamento e rilancio del ruolo dei consultori pubblici per l’assistenza sanitaria psicologica e sociale e per l’applicazione della legge 194.

Potenziamento dell’erogazione pubblica dei servizi domiciliari, nell’ottica del superamento della logica dei voucher per gli anziani e i non autosufficienti.

Esenzione dai ticket per i lavoratori in cassa integrazione, precari o lavoratori che hanno perso il lavoro.

Chiediamo una attenzione specifica per i lavoratori della sanità piemontesi. Le strutture sanitarie della nostra Regione hanno continuato infatti a funzionare con efficacia nonostante il blocco delle assunzioni imposto in questi anni dai governi nazionali che si sono succeduti. L’elevato livello qualitativo espresso dal sistema sanitario regionale è stato garantito in primo luogo dalle capacità professionali e dalla dedizione dei lavoratori della sanità piemontesi. A questi va riconosciuta la giusta valorizzazione sia in termini professionali che economici.

SCUOLA, UNIVERSITÀ, RICERCA, CULTURA
E’ necessario contrastare con forza l’attacco operato dal governo Berlusconi e dal ministro Gelmini alla scuola e all’università pubblica. Il taglio degli organici nell'anno scolastico in corso ha già provocato la perdita di 2.500 posti di lavoro per gli insegnanti e per il personale ATA, riduzioni che si accentueranno per l'anno scolastico 2010/11,per effetto dell'applicazione della 'riforma' Gelmini nelle superiori. Questo attacco sta determinando una grave situazione nel sistema scolastico e formativo piemontese che rischia di comprometterne il normale funzionamento. Per la Formazione Professionale, la crisi finanziaria di alcune grandi agenzie formative (IAL, CSEA eccetera) impone un più forte ed efficace sistema di controlli e di presenza del pubblico.

Proponiamo

Rafforzamento di una politica per il diritto allo studio che preveda adeguate risorse sia per i singoli (gratuità dei libri e accesso ai servizi) sia per le scuole pubbliche in relazione ai bisogni collettivi, cercando per questa via di contrastare il disegno del governo di affossare la scuola pubblica, laica e pluralista attraverso una progressiva sottrazione di risorse. Vanno aumentati a favore delle scuole pubbliche (statali e degli enti locali) i finanziamenti regionali, diminuendo contemporaneamente le risorse oggi utilizzate per la copertura delle rette di iscrizione e per l'acquisto di libri di testo per gli iscritti alle scuole private.

Forte investimenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per dotare tutte le scuole pubbliche delle strutture necessarie alla didattica quali palestre e laboratori, oggi spesso assenti o insufficienti.

Mantenimento dei piccoli plessi scolastici garantendo capillarmente la presenza della scuola pubblica su tutto il territorio regionale.

Qualificazione della formazione professionale nella direzione della formazione permanente e del reimpiego dei lavoratori che perdono il lavoro. E' necessario che le risorse pubbliche non vengano utlizzate per finanziare surrettizziamente direttamente le aziende private. Per qualificare la formazione dei giovani apprendisti vanno previsti percorsi formativi vincolanti esterni alle aziende nei CFP e nelle istituzioni scolastiche.

Azioni di sostegno in favore dell’integrazione dei figli degli immigrati nei percorsi didattici e formativi e del successo scolastico per i bambini in situazioni socialmente disagiate. Occorre sostenere e qualificare l'azione di tutte le istituzioni scolastiche, dalle scuole dell'infanzia alle superiori, che operano nelle realtà a più forte presenza di stranieri, attraverso il finanziamento dei corsi di Italiano L2 e l'impiego di mediatori culturali.

Maggiori risorse per la ricerca e l’università pubblica, fortemente penalizzate dalla drastica riduzione dei Fondi di Finanziamento. E' necessario interrompere il finanziamento alle università private. Occorre investire per il diritto allo studio, per l'edilizia e la ricerca, valorizzando il tal modo le intelligenze presenti nell'Università e nell'Alta formazione del Piemonte.

Tutela della cultura come bene non mercificabile. Investimenti per la cultura intesa come costruzione di pensiero critico. Contrarietà alla politica dei grandi eventi e attenzione alla valorizzazione delle risorse culturali prodotte sul territorio piemontese. Istituzioni di case della cultura destinate a sostenere e promuovere la cultura non mercantile e l'ingresso dei talenti più giovani nei circuiti della produzione e della diffusione artistica e culturale.

AMBIENTE, ENERGIA, TRASPORTI
Il pianeta è attraversato da una gravissima crisi ambientale, i cui effetti sono sempre più drammatici e tangibili. La situazione impone mutamenti profondi nelle politiche economiche e nelle politiche pubbliche e questa consapevolezza deve guidare anche le scelte della Regione Piemonte.

Proponiamo

Puntare sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili.

Contrarietà al nucleare e conseguente proposta per il Piemonte di “regione denuclearizzata”. La proposta del reinsediamento in Piemonte di centrali nucleari rappresenta il tentativo di ripristinare un vecchio modello di accumulazione capitalistica a scapito delle popolazioni obbligate a pagarne i costi e a vivere peggio. La Federazione della Sinistra è contro ogni scelta di produzione di energia nucleare di vecchia e di nuova generazione.

Investire sulla mobilità sostenibile privilegiando il trasporto locale, dei pendolari e degli studenti. L’avvio dell’alta velocità Torino-Milano dimostra come una politica dei trasporti centrata sull’alta velocità comporti il collasso del trasporto regionale e l’aumento delle tariffe.

Trasferire gli investimenti programmati per le grandi opere infrastrutturali non ancora in avanzato stato di realizzazione in favore del miglioramento delle rete dei trasporti ferroviario regionale, del raddoppio dei binari laddove sia ancora presente il binario unico, del completamento dell’elettrificazione della rete, dello sdoppiamento delle linee per il trasporto merci e il trasporto per i passeggeri.

Un piano di gratuità dei trasporti pubblici locali per lavoratori in cassa integrazione, precari e lavoratori che hanno perso il lavoro. Riduzione del biglietto per tutti gli studenti, così come già previsto per gli studenti universitari.

Adeguati finanziamenti per il sostegno all’agricoltura a minore impatto, con particolare attenzione al biologico, prevedendo risorse per il reddito degli agricoltori, per la riconversione dell’agricoltura normale e per la valorizzazione di un consumo consapevole.

Riassetto idrogeologico del territorio a partire dalle aree montane.

Finanziamento adeguato alla legge sull'amianto e sua applicazione integrale a partire dall'approvazione del piano amianto.

L'acqua è un bene di tutti. Fare i soldi con l'acqua è come fare i soldi con la vita di un essere umano: già succede nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro ed ora anche per i beni fondamentali dell'esistenza. La Federazione della Sinistra è contro ogni privatizzazione e si batte per la piena ripubblicizzazione dell'acqua. Solo eslcudendo dal mercato il bene fondamentale è possibile migliorarne l'uso ragionevole e l'efficenza del servizio per tutti: una parte del piano straordinario per l'occupazione trova una sua concreta attuazione negli investimenti e nel lavoro umano per eliminare la dispersione e lo spreco derivante dalla perdita del 30% di acuqa potabile.

Consolidamento e implementazione della raccolta differenziata, agendo contemporaneamente per una riduzione dei rifiuti alla fonte e il recupero della materia.

POLITICHE ABITATIVE
La Regione Piemonte si è caratterizzata nell'ultima legislatura per aver introdotto nel proprio Statuto il Diritto alla casa quale diritto esigibile. Se per un verso si è teso a rafforzare la capacità dell'offerta pubblica, in assenza di politiche nazionali efficaci, per un altro si deve registrare un forte ritardo nell'approvazione e nell'attuazione della riforma della Legge relativa all'assegnazione di alloggi popolari.

Proponiamo

Implementazione dell'edilizia sociale pubblica, tenendo sotto controllo alcuni rischi, quali il consumo dei suoli, i processi di ghettizzazione e di marginalizzazione sociale.

Aumento del sostegno alla locazione. Va invertita una tendenza, la cui responsabilità va addebitata al centro destra, a diminuire i fondi a disposizione.

Debbono essere favorite, il più possibile, attività di recupero urbano, ovvero acquisizioni di alloggi disponibili, snellendo e sburocratizzando i procedimenti oggi in essere.

LAICITÀ DELLE ISTITUZIONI
Riteniamo cruciale ribadire il carattere di laicità delle istituzioni democratiche, anche e soprattutto a garanzia della loro indipendenza e a tutela dei diritti fondamentali della persona.

Proponiamo

Una legge regionale che vieti ogni discriminazione nelle materie di competenza regionale rispetto al genere, all’orientamento religioso, sessuale, all’origine etnica e culturale.

Sostegno a una politica pubblica per un’educazione sessuale consapevole e per l’autodeterminazione delle donne, a partire dalla difesa della legge 194.

MORALITÀ DELLA POLITICA
Esprimiamo forte preoccupazione per i gravi processi di degrado morale nella vita politica ed istituzionale nel nostro paese e nella nostra Regione. Riteniamo perciò di dover assumere alcuni impegni precisi:

Non candidabilità di soggetti condannati o inquisiti per reati contro la pubblica amministrazione o per reati di mafia.

Monitoraggio sul ricorso alle consulenze, divenuto in gran parte un mero strumento clientelare, nell’ambito di una valorizzazione delle competenze esistenti negli apparati regionali e nell’ottica di un affidamento trasparente e pubblico delle consulenze stesse.

Proposta di una riduzione delle spese del 10% per il Consiglio e per la Giunta.

Riduzione del 10% delle indennità e dei benefit dei Consiglieri orientando le risorse risparmiate sull’incentivazione alla partecipazione politica attiva dei cittadini.
Riduzione dei finanziamenti erogati direttamente ai gruppi, sostituendoli con la fornitura diretta di servizi.

Istituzione di un osservatorio regionale sulle infiltrazione delle organizzazioni criminali e mafiose in relazione alle grandi opere, agli appalti e ai subappalti pubblici.