martedì 15 marzo 2011

SANITA’: TAGLI E RISCHI, INCONTRO CON ELEONORA ARTESIO CONSIGLIERA REGIONALE PRC-FdS

Venerdì 11 marzo si è tenuto in una Sala Romita piena di cittadini ed operatori sanitari, l’incontro organizzato da Rifondazione con l’ex Assessora Regionale alla Sanità nella Giunta Bresso, Eleonora Artesio.
La Consigliera Reg.le del Prc-Fed. della Sinistra ha illustrato i punti focali di quello che a tutt’oggi è l’unico vero atto ufficiale e già approvato in Regione in merito di Sanità: il Piano di Rientro, fatto per risanare il buco in Bilancio 2004,prodotto dal centro-destra, che allora governava la Regione.
La Regione Piemonte volge alla riorganizzazione del 118, delle continuità assistenziali e delle strutture del Dea e Pronto Soccorso: dietro le parole si nascondono progetti insidiosi, vediamoli con più chiarezza.
Le ambulanze potrebbero veder ridotta la presenza dei medici, potrebbe esser ridotta anche la presenza della Guardia Medica, mentre Dea e Pronto Soccorso verranno valutati in tutta la Regione per numero di passaggi, secondo criteri aziendali e non qualitativi, rischiando così un declassamento pericoloso che potrebbe portare alla riduzione dei servizi, così come si potrebbe rischiare di non avere più laboratori analisi o reparti di radiologia funzionanti 24 ore su 24.
In merito al personale, potrebbero essere circa 1600 i posti in meno in Regione; per l’assistenza integrativa in provincia potrebbero esservi circa 2,5 milioni di euro in meno, a danno di disabili e non autosufficienti, in termini di pannoloni,presidi per diabetici e protesi (circa 20 milioni di euro in meno per le protesi).
Previsti inoltre tagli ai posti letto post-acuzie, circa 1300 in Regione: qui quanti saranno?
Vengono introdotte le “cure intermedie”, ovvero chi dopo un problema acuto non sia ancora indipendente, verrà trattenuto in una struttura (clinica o struttura convenzionata , non è chiaro) dove dopo il decimo giorno dovrà pagare una quota e dal trentesimo in poi, la metà dell’intero costo di degenza. E chi non potrà permetterselo?!
Addirittura la Regione Piemonte prevede di risparmiare là dove le altre Regioni sforano, ovvero i farmaci ospedalieri oncologici di ultima generazione.
Tali dati si ricavano dall’esame del Piano di Rientro e sono tutti verificabili sul sito della Regione, esaminando i documenti approvati. Essi sono già di per sé allarmanti, lo diventano ulteriormente in quanto accompagnati da un Comunicato Stampa dell’11 marzo in cui il Presidente Cota minaccia di agire per vie penali nei confronti di “chi diffonde dati falsi sulla Sanità” (la Consigliera Artesio? il Sindacato?) e dalla pesante assenza, l’altra sera al dibattito, del Sindaco Berutti e della maggioranza, invitati tutti ma tutti assenti.
Peccato, hanno perso un’ottima occasione per confrontarsi con i cittadini e con gli operatori sanitari,presenti in gran numero, e con i dati - oggettivi, documentati, non discutibili - forniti da Eleonora Artesio. Del resto, capiamo l’imbarazzo di chi appartiene a quelle forze politiche, Lega e Pdl, che in Regione e a Roma tagliano i servizi, mentre in loco si fingono paladine del territorio…Che abbiano il coraggio del confronto, e quello di schierarsi, se necessario – e crediamo lo sia- a difesa dell’ospedale e dei cittadini, anche in opposizione alla propria parte politica. Per parte nostra, continueremo a diffondere i dati il più possibile, e a partecipare alla mobilitazione dei cittadini e degli operatori sanitari, sostenendola in ogni modo e auspicando che così facciano pure i sindaci del tortonese: la salute è un diritto di tutti e non dipende dal reddito.

Circolo del Partito della Rifondazione Comunista-FdS di TortonaGiustifica

venerdì 11 marzo 2011

Documento della Segreteria Provinciale

La segreteria provinciale del partito della Rifondazione Comunista ritiene che la mini scissione dei compagni dell’Ernesto oltre ad essere numericamente inconsistente a livello nazionale, dal punto di vista delle motivazione risulta essere scarsamente credibile. Risulta infatti del tutto inadeguata l’idea di uscire dal PRC, quindi realizzando di fatto un ulteriore scissione, aderendo al PdCI per ricostruire un partito comunista. E’ chiaro infatti che in questo paese un’opzione comunista e della sinistra di alternativa si deve andare ricostruendo attraverso una proposta politica chiara e coerente, che esprima capacità di innovazione e di connessione sociale con le lotte sociali nel paese.
La strada degli esasperati tatticismi e dei ripiegamenti puramente identitari, senza un adeguata pratica quotidiana, non porta da nessuna parte.
Inoltre è palese come il progetto dei compagni fuoriusciti dal nostro partito sia in conflitto e concorrente con il progetto della Federazione della Sinistra, in quando, oltre a creare non pochi possibili motivi di attrito tra le due maggiori forze politiche che ne fanno parte, rischia di minarne profondamente la credibilità.
Rimane maestra la strada di una vera “rifondazione” del pensiero e della pratica comunista sulla quale tutti possano riconoscersi e confluire, senza la tentazione di unificazioni accelerate, che non farebbero altro che causare ulteriori allontanamenti e scissioni.
Ripartiamo quindi da effettiva proposta politica, costruita nella pratica quotidiana e nel ri-radicamento del partito, con la costruzione di dibattiti e iniziative sul territorio, come quelle di Alessandria, Ovada e Tortona sulla Sanità o quella sul Lavoro a Novi Ligure costruite in collaborazione tra i circoli territoriali e le federazione provinciale e dove presenti con i compagni della Federazione della Sinistra.
In questo percorso si inserisce anche la necessità di ricreare un nucleo operativo di compagni ad Acqui Terme, anche in prospettiva della amministrative del prossimo anno, che porti un significativo contributo di idee e proposte all’interno della Federazione della Sinistra acquese.

La segreteria provinciale di Alessandria del Partito della Rifondazione Comunista di Alessandria
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giovedì 10 marzo 2011

A DIFESA DELLA COSTITUZIONE



Presidio a Valenza in Piazzetta Verdi
Sabato 12 Marzo dalle 10.00

mercoledì 9 marzo 2011

Un partito tra scelte e tentazioni

Un marxista, in specie comunista,dovrebbe aver ben presente che vivendo in una società capitalista (in declino) il suo ruolo di seguace di un ideologia, denigrata, che non ha manifeste applicazioni nell'attuale, deve essere quello di una formica che scava dentro un muro molto spesso e che cerca faticosamente la via tra i mattoni.
Le formiche che scavano per aver un buon risultato, devono essere il più possibile e la direzione degli scavi deve essere la stessa.
Lo scrivente non crede certo di vedere sorgere entro la sua vita un mondo nuovo, dove il senso dell'equità sia diffuso su tutto il pianeta, però deve essere fatto in modo che l'ideologia seguita abbracci un concetto di globalizzazione (L'Internazionale non è forse questo?), percorso fallito per il capitalismo delle borse, dei titoli fantasma.
Il Partito Comunista italiano era il più grande partito Comunista Europeo, con pregi e difetti, con un ruolo nazionale di opposizione che faceva governo.
Questo Partito non era stato eliminato neppure dal fascismo, anzi negli anni della clandestinità si lavorò alacremente, il Partito Comunista Italiano venne chiuso dai suoi funzionari stipendiati e dai suoi parlamentari, tradendo il mandato di popolo.
Quando nacque Rifondazione Comunista il concetto progettuale andava oltre alla testimonianza, si voleva "rifondare" un partito partendo da una visione depurata da situazioni pregresse, cominciare a far tesoro della eredità buona e liberarsi del resto.
Il risultato di consenso fu buono da subito, certo distante dai risultati di partito di massa, ma dignitoso.
Un vero peccato che ben presto, in prossimità di alcune tornate elettorali, o situazioni di grandi scelte di percorso, venne ad innescarsi l'auto-referenzialità di funzionari, parlamentari, assessori, consiglieri comunali nominati nei consigli di amministrazione di enti, leader in cerca di gruppo da guidare,
In ordine cronologico:Comunisti Unitari,Comunisti Italiani,Sinistra Ecologia Libertà e non ultimi i compagni dell'Ernesto. Di taglio diverso è la situazione dei compagni che hanno seguito Ferrando e Turigliatto.
Il Partito Comunista deve a mio avviso, lavorare per avere un rapporto dignitoso di confronto con il centrosinistra al solo fine di battere le destre; esaurita questa fase, porsi in posizione autonoma, questo al fine di essere forza critica verso le destre e riformismo al tempo stesso.
Soltanto non ponendosi in una posizione governativa subalterna e quasi sicuramente contraddittoria al nostro pensiero, può esserci un risultato concreto.
Le situazioni che di volta in volta si potrebbero presentare andrebbero quindi affrontate con piùà serenità e logica. n
Nelle amministrazioni locali le cose potrebbero avere una diversa impostazione, dato che i compagni devono rispondere alle esigenze territoriali in maniera più diretta. Il coinvolgimento nei governi locali non deve poter portare a zero l'impegno di influenzare le scelte amministrative in senso marxista, per quanto possibile.
Importante è portare la politica del partito nelle amministrazioni, e non la politica dei membri di una giunta nelle sezioni del PRC.
La dimostrazione la abbiamo avuta più volte, sia a livello nazionale che locale, appena il partito prende una posizione non in linea con il grande alleato (nei tempi PDS, DS o PD) che ricopre una carica, molto frequentemente viene illuminato dal senso di responsabilità, esce dal partito, entra subito nella famiglia del grande alleato, o fonda un ulteriore gruppo, per poi accedere in seguito con buone referenze al gruppo dirigente di più quotata formazione.
I valori che ci hanno lasciato in eredità chi ha fatto la guerra di Liberazione non vanno solo commemorati ma applicati.
La voglia di essere l'ancella preferita dal re ha fatto perdere troppi bravi compagni,i mpegnati sempre di più a proporsi all'infinito, senza per altro portare nulla di concreto ai poveri terrestri. Nella probabilità che si arrivi alle elezioni nazionali e si identifichi un leader che sia tale, non certo di stampo "Veltroniano"o peggio "Rutelliano"e non un guru, si spera.
Peccato che i più giovani non abbiano il conforto del rimpianto (scusatemi l'ossimoro) della prima Repubblica.

Scaviamo come tante formiche nel muro,non accontentiamoci del rifugio di un buco già fatto!

Saluti a pugno chiuso.
Massimo Orero (Segretario Circolo PRC-FdS di Alessandria)

martedì 8 marzo 2011

NON E' TUTTA SPAZZATURA

Raphael Rossi testimone di giustizia per una pubblica amministrazione pulita e al servizio dei cittadini.

Ne parliamo ad ALESSANDRIA Mercoledì 16 MARZO
presso la sede della circoscrizione centro in via Venezia 7
alle 21.00

Partecipano al Dibattito

RAPHAEL ROSSI (PRC-FdS)
professionista specializzato nella progettazione di sistemi per la raccolta differenziata
MONICA CERUTTI (SEL)
consigliere regionale

Presenta:
GIORGIO BARBERIS
consigliere comunale



lunedì 7 marzo 2011

Uno sciopero inadeguato

La decisione della Cgil di convocare uno sciopero generale di 4 ore per il 6 maggio è un primo risultato ma del tutto inadeguato. Si badi, la nostra non è una critica massimalista di chi fa sempre il “più uno”. Sappiamo benissimo che la decisione della Cgil di convocare uno sciopero generale da sola è cosa rilevante, ma il problema è proprio qui. Dentro una gestione della crisi tutta in chiave antioperaia, di fronte ad un attacco pesantissimo di governo e padronato, di fronte alla divisione del fronte sindacale, come si fa a costruire i rapporti di forza necessari a contrastare efficacemente l’attacco e ad unificare i lavoratori? L’attacco che è in corso non è cosa di poco conto: mette in discussione l’esistenza del sindacato come organizzazione autonoma di classe. Non è un attacco relegato alle manie di Marchionne: il suo modello è in corso di estensione in vari settori ed è stato fatto proprio dalla Marcegaglia. In concreto il tentativo è quello di demolire la Cgil o normalizzandola o conducendola all’impotenza. Di fronte ad un attacco di questo tipo le mezze misure – e lo sciopero di 4 ore tra due mesi è una mezza misura - sono del tutto inefficaci perché non permettono di utilizzare tutta la forza che ha il movimento operaio. Per sconfiggere l’offensiva padronale occorre costruire entusiasmo, suscitare passioni, far sentire ai lavoratori e alle lavoratrici che il loro sindacato gioca la partita fino in fondo. Come seppe fare Cofferati sulla vicenda dell’articolo 18. La decisione di oggi non determinerà questo clima in questo sta tutta la sua inadeguatezza.

Per quanto ci riguarda, in primo luogo occorre operare affinché lo sciopero del 6 maggio diventi uno sciopero di 8 ore contro governo e Confindustria. Già alcune categorie si stanno pronunciando in tal senso, occorre determinare le condizioni affinché questo diventi l’orientamento generale.

In secondo luogo occorre riempire di iniziativa politica e sociale questi due mesi. Non è solo un problema sindacale ma politico. Nell’assenza di qualsiasi riposta ai nostri appelli per la costruzione di una mobilitazione politica unitaria si misura tutta l’inconsistenza dell’opposizione, parlamentare e non. Si tratta di fare un salto di qualità segnando le varie mobilitazioni, a partire dallo sciopero generale dei sindacati di base dell’11 e dalla mobilitazione del 12, con una idea chiara: l’avversario non è solo Berlusconi ma la gestione capitalistica della crisi, l’accoppiata governo Confindustria. In secondo luogo producendo direttamente una campagna di massa sulle questioni sociali, con l’obiettivo di aggregare tutte le forze disponibili a battersi sul serio, anche con la convocazione di una manifestazione nazionale.

Paolo Ferrero - Segretario Nazionale PRC-FdS

mercoledì 2 marzo 2011

TAGLI ALLA SANITA', INCONTRO CON ELEONORA ARTESIO A TORTONA

Tagli alla Sanità
Quali conseguenze per l'ospedale di Tortona?
Ne discutiamo con Eleonora Artesio, consigliere regionale PRC-FdS ed ex assessore regionale alla sanità.

Dibattito ed Assemblea pubblica
Sala Romita del Comune di Tortona in Corso Alessandria 62
Venerdì 11 Marzo alle ore 21.00

Sono invitati a partecipare tutti i cittadini, gli amministratori e gli operatori sanitari.

Organizza il circolodi Rifondazione Comunista di Tortona


sabato 26 febbraio 2011

INTERROGAZIONE SULLO STATO DELLE INIZIATIVE PER LA BONIFICA AMIANTO AL TEATRO COMUNALE DI ALESSANDRIA- ASL E REGIONE SI COSTITUISCANO PARTE CIVILE

La Capogruppo Regionale della Federazione della Sinistra Eleonora Artesio ha presentato un’interrogazione sullabonifica amianto al teatro comunale di Alessandria:

“Aprescindere dagli aspetti concernenti le modalità di affidamento dei lavoridi bonifica del Teatro Comunale di Alessandria. sui quali è in corso unaindagine giudiziaria, si pone la questione delle tecniche adottate dalladitta incaricata sulla rimozione e sullo stoccaggio del materiale rimosso”.

“È cronaca che le valutazioni dell’Aslabbiano confutato le perizie adottate dall’impresa dimostrando che lepolveri persistenti negli ambienti del teatro era amianto, dando aditoa una nuova disposizione di bonifica e alla interruzione delle attivitàdel Teatro”.

“Nel frattempo il personale presente risultain qualità di “esposto” nei programmi di sorveglianza sanitaria dell’ASL”.

“Per queste ragioni si interroga la Giuntaregionale per conoscere:
- lo stato delle iniziative, di competenzaregionale e dell’ASL;
- la valutazione sull’opportunità di costituzionedi parte civile dell’ASL e della Regione, come avvenuto in analoghe seppurpiù estese situazioni, ai fini di risarcimento dei danni arrecati allasalute pubblica e dei costi indotti al sistema sanitario”.

Torino, 23 febbraio 2011

mercoledì 23 febbraio 2011

SPEZZATINO SANITÀ: 35 MILIONI DI TAGLI SUL PERSONALE (ALMENO 700 UNITÀ), ALTRI 35 SUI FARMACI (TRA CUI GLI ONCOLOGICI)

Il piano di rientro sottoscritto con i Ministeri non è ancora stato distribuito ai consiglieri regionali in violazione di ogni diritto di accesso agli atti sancito dallo Statuto e dal Regolamento della Regione. Il fatto è grave dal punto di vista del rispetto delle regole, ancora più grave per la materia cui si applica, ovvero la politica sanitaria. Qualche anticipazione è stata fornita in commissione stamane dall’assessore Ferrero e dall’Ing. Monferino che intanto hanno annunciato 160 delibere di applicazione del futuro piano il cui contenuto pare essere riconducibile a 4 macro aree.

La prima, la più stringente, riguarda la spesa per il personale: nel 2010 si sono spesi 2.980 milioni, per il 2011 il piano di rientro prevede l’importo di 2.945 milioni. Possiamo quindi stimare approssimativamente, tra incarichi non rinnovati e turn-over non sostituito, un taglio di almeno 700 unità.

La seconda riguarda l’acquisto di beni e servizi sul quale si prevede un risparmio di 15 milioni rispetto al consuntivo 2010 di 1.365 milioni. La riduzione consegue dagli esiti degli acquisti sovra-zonali già avviati dalla precedente amministrazione e che, a scadenza dei diversi contratti, iniziano a evidenziare qualche risultato. La novità più rilevante è l’annuncio di una riorganizzazione della logistica attraverso i magazzini sovra-zonali. In proposito esisteva già uno studio di fattibilità redatto dal Politecnico di Torino. Occorre sempre dimostrare il mantenimento dell’efficacia e il contenimento dei costi tra l’attuale rete di magazzini e quella futura, che non potrà che prevedere costi di trasporto per l’approvvigionamento tempestivo alle strutture di degenza e ai servizi di farmacie.

Sulla farmaceutica la stretta è analoga a quella sul personale: meno 35 milioni (1.380 milioni spesi nel 2010). La parola magica è appropriatezza. Il principio è condivisibile, maggiori perplessità insorgono rispetto agli esempi portati in discussione: si è sostenuto da parte dell’amministrazione che in oncologia, sulla base delle verifiche effettuate presso Candiolo e presso le Molinette, risulterebbe una inappropriatezza per il 25% dei farmaci oncologici. Occorrerebbe interpellare gli specialisti per articolare un giudizio; certamente se non si ricorre ai farmaci innovativi il risparmio è assicurato, ma sembrerebbe auspicabile che i professionisti particolarmente di questa disciplina sappiano valutare l’efficacia e l’opportunità della loro somministrazione. Sembra quindi eccessivo il giudizio di inappropriatezza e ci si augura che in realtà non si trasformi nella mancata autorizzazione all’acquisto dei farmaci più costosi.

L’ultima area riguarda i contratti con gli erogatori privati, per cui si prevede di ridurre del 5% il budget effettuando un risparmio di 40 milioni rispetto al 2010 (950 milioni a consuntivo). Dopo anni in cui la Giunta di centro-sinistra e in particolare gli assessori alla Sanità sono stati accusati di aver un atteggiamento ideologico e punitivo nei confronti della sanità privata, è suggestivo che la nuova amministrazione possa ottenere tale sconto senza conflitti e senza riduzione del personale della sanità privata, i cui licenziamenti venivano branditi come una clava dai proprietari delle strutture. Una spiegazione c’è, particolarmente per gli ambulatori specialistici e per la diagnostica: nel ridurre con i tagli al personale nel pubblico la possibilità di esami e visite, i cittadini non potranno che adattarsi a ottenere quelle prestazioni a pagamento nelle strutture accreditate, così garantendo un margine di recupero fuori controllo. Del resto non è una novità: nel 2009 nel pieno delle trattative con la sanità privata e a fronte di una comunicazione che raccoglieva le proteste per le liste d’attesa, negli studi privati venivano offerte ai pazienti tariffe agevolate per bypassare le liste d’attesa.

Eleonora Artesio, Consigliere Regionale PRC-FdS

martedì 22 febbraio 2011

"Resistenze di ieri e Resistenze di oggi" ad Ovada con Don Andrea Gallo

Lunedì 28 Febbraio ad Ovada con Don Andrea Gallo, Resistenze di ieri e Resistenze di oggi presso i locali della Soms di Via Piave alle 20.30

martedì 15 febbraio 2011

Incontro sulla Sanità Piemontese ad OVADA con Eleonora Artesio e Paolo Ferrero

Incontro sulla Sanità Pubblica Piemontese ad OVADA con Eleonora Artesio (consigliere Regionale PRC-FdS) e Paolo Ferrero (Segr.Naz.PRC) presso la SOMS di Via Piave Lunedì 21 Febbraio alle ore 21.00




giovedì 10 febbraio 2011

TRASPORTO NUCLEARE, INTERROGAZIONE SULLE MANCATE INFORMAZIONI ALLE POPOLAZIONI INTERESSATE - NON RISPETTATA LA LEGGE REGIONALE

Premesso che:

- Dal deposito di Saluggia, senza informare la popolazione come richiederebbe la legge, partono le barre per La Hague, dove verranno ri-processate per poi tornare in Italia

- Le associazioni ambientaliste (Legambiente e Pro Natura in testa) hanno più volte chiesto alla Regione Piemonte (anche attraverso petizioni con migliaia di firme raccolte) che in occasione di ogni singolo trasporto nucleare, vengano fornite preventivamente ad ogni cittadino che dimora nel territorio dei Comuni attraversati (in qualità di soggetto “che rischia di essere interessato dall'emergenza radioattiva”) tutte le informazioni riguardanti “le misure di protezione sanitaria ad essa applicabili, nonché sul comportamento che deve adottare in caso di emergenza radioattiva”, come previsto dalla Direttiva n. 618 che il Consiglio delle Comunità Europee ha adottato in data 27 novembre 1989

Verificato ancora che:

- Anche per rispondere a queste sollecitazioni, all'interno della legge regionale 18 febbraio 2010, n.5 "Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti", si è espressamente previsto che la Regione debba informare sui trasporti nucleari e sui piani di emergenza ad essi associati (art.4)

Interroga la Giunta regionale,

Per conoscere le ragioni del mancato avviso alla popolazioni coinvolte del passaggio dei trasporti nucleari, come a norma di legge

Eleonora Artesio - Consigliere Regionale Prc-FdS

mercoledì 9 febbraio 2011

Vent’anni fa, Rifondazione Comunista

Vent’anni fa, domenica 3 febbraio 1991, una novantina di delegati abbandonarono la sala del XX congresso del Pci, che si teneva a Rimini, per non partecipare allo scioglimento del Pci e alla nascita Pds.
Immediatamente convocarono una conferenza stampa in cui Sergio Garavini, Armando Cossutta, Lucio Libertini, Ersilia Salvato e Rino Serri annunciarono la decisione di dar vita ad una formazione comunista.
I cinque, insieme a Guido Cappelloni e Bianca Bracci Torsi, si recarono quindi dal notaio per registrare il simbolo del Pci, segnalando anche sul piano legale la volontà di proseguire l’impegno politico in quanto comunisti e comuniste.
Una settimana dopo, al teatro Brancaccio di Roma, migliaia di compagni e compagne parteciparono alla prima assemblea di massa di quello che divenne il Movimento per la Rifondazione Comunista. Al Brancaccio venne esposta una enorme bandiera rossa, realizzata cucendo insieme centinaia e centinaia di bandiere e costruendo così, da basso, la più grande bandiera rossa mai realizzata.
Credo che oggi a quegli uomini e a quelle donne che hanno dato vita a Rifondazione comunista debba andare il nostro ringraziamento. Innanzitutto per il coraggio di andare controcorrente in una fase in cui, dopo la caduta del muro di Berlino, il capitalismo sembrava aver vinto la partita definitiva. Erano gli anni in cui Fukujama proclamava la “fine della storia” e in cui il capitalismo veniva presentato, prima ancora che invincibile, come un dato naturale. Se l’anticapitalismo non è stato soffocato in Italia è stato anche grazie a quella scelta.

Penso che il nostro ringraziamento vada espresso anche per il nome scelto: Rifondazione comunista. Tanti erano i nomi possibili e forti erano le spinte a caratterizzare una nuova formazione comunista semplicemente come la prosecuzione dell’esperienza precedente. Nella scelta del nome vi fu invece una precisa scelta politica che riteniamo valida ancor oggi. Comunista, perché siamo comunisti e comuniste che si battono per una società di liberi e di eguali che si può realizzare solo superando il capitalismo. Rifondazione, perché consapevoli che nella sua storia il movimento comunista ha compiuto molti errori ed in particolare che le esperienze del socialismo reale sono fallite, dando vita a regimi che contraddicevano radicalmente gli ideali comunisti.
Non quindi semplicemente la ricostruzione di un partito comunista, ma Rifondazione comunista nella consapevolezza che i due termini si qualificano a vicenda, e che solo una rifondazione teorica e pratica del comunismo avrebbe potuto porsi efficacemente l’obiettivo di superare “sul serio” il capitalismo. In questo senso rifondazione comunista non ha dato vita solo ad un partito ma ha esplicitato una indicazione generale, chiara, sulla necessità della rifondazione del comunismo.
Accanto ai primi soci fondatori molti e molte altre si aggiunsero nei mesi successivi e Rifondazione divenne un crogiuolo in cui diversi spezzoni ed esperienze politiche della sinistra di classe e comunista confluirono. La costruzione del Movimento prima e del Partito poi, fu una grande esperienze di dialogo e riconoscimento che riguardò in primo luogo decine e decine di migliaia di militanti che provenendo da storie diverse impararono a dialogare, a confrontarsi, a cercare collettivamente nuove strade.
Questo elemento della partecipazione dal basso è un elemento caratterizzante non solo la nascita, ma tutta l’esperienza di Rifondazione. Nel bene e nel male rifondazione non è stato solo un fenomeno politico ma è stata una esperienza di popolo, uno spazio pubblico, si direbbe oggi. Lo voglio ricordare perché la storia di Rifondazione rappresenta l’esemplificazione di uno degli slogan che il movimento si dette sin dall’inizio: liberamente comunisti. Credo che in nessun partito italiano gli iscritti, la cosiddetta base, abbia contato quanto ha contato in Rifondazione. In tutti i momenti di scelta e di scontro – e non sono stati pochi – alla fine ha sempre prevalso l’orientamento dei compagni e delle compagne iscritte anche sulle prese di posizione dei massimi dirigenti. Se vogliamo ricercare una conferma che il termine rifondazione è stato preso sul serio, lo possiamo trovare proprio in questo, nel non identificare il partito con i suoi gruppi dirigenti e nel mettere al centro della vita del partito la partecipazione.
Oggi, a distanza di vent’anni, vedendo come sono finiti il Pds e poi i Ds e poi il Pd, si può apprezzare fino in fondo la giustezza della scelta dei fondatori di Rifondazione. La cui ragione di esistenza non sta però solo nel fallimento delle esperienze politiche nate dallo scioglimento del Pci o nel nostro essere soggettivamente comunisti e comuniste. La ragione di fondo della nostra esistenza la troviamo al di fuori di noi e precisamente nella crisi capitalistica che è li a ricordarci come questo non sia il migliore dei mondi possibili. Il fondamento ultimo della nostra esistenza sta proprio li, nell’incapacità strutturale del capitalismo di dare una risposta ai bisogni dell’umanità e alla coniugazione del vivere civile con la limitatezza delle risorse del pianeta su cui viviamo. La drammatica alternativa tra socialismo e barbarie che si ripresenta oggi, ci dice di come l’esigenza del superamento del capitalismo sia più urgente che mai. Per questo noi, uomini e donne liberamente comunisti, vogliamo proseguire lungo il cammino intrapreso.

Paolo Ferrero-Segretario Nazionale PRC-SE

mercoledì 19 gennaio 2011

REFERENDUM MIRAFIORI: La dignità negata

Iniziativa della Federazione della sinistra a sostegno della lotta dei lavoratori e della Fiom contro il ‘nuovo modello di relazioni sindacali imposto dalla Fiat di Marchionne.
E’ in atto in questo paese un attacco devastante ai diritti di tutti i lavoratori, alle loro condizioni di vita e di lavoro; è un attacco condotto da forze padronali che hanno trovato in Marchionne un dirigente ‘simbolo’ e guida oltre che suggeritore di un nuovo modo di sottomettere le persone al comando dell’ impresa, un sistema sempre più simile alla schiavitù.
Questo attacco ha trovato nel governo delle destre un alleato fedele e sollecito a costruire una legislazione di appoggio alla nuova ideologia padronale.
Come FDS siamo vicini a chi risponde, nel nostro paese, a questo attacco, gli studenti e i giovani precari da un lato, la Fiom CGIL dall’ altra.
Per questo invitiamo tutti all’ incontro da noi organizzato mercoledì 26 gennaio, a Novi Ligure presso la sala conferenze della biblioteca comunale in via Marconi 66, ore 21, un incontro per sostenere e preparare lo sciopero indetto dalla Fiom il 28 gennaio.
Saranno presenti dirigenti della Fiom, del sindacato CGIL e delegati delle maggiori fabbriche.

Coordinamento Federazione della Sinistra della provincia di Alessandria


venerdì 14 gennaio 2011

IL SISTEMA SANITARIO DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA ALLA LUCE DEL NUOVO PIANO SANITARIO REGIONALE VOLUTO DALLA GIUNTA DI CENTRODESTRA

MERCOLEDI' 19 GENNAIO ALLE ORE 21 presso la Circoscrizione Europista di Via Wagner ad Alessandria, si terrà un incontro pubblico-dibattito con la partecipazione della consigliera regionale Eleonora Artesio (ex assessore alla sanità piemontese della Giunta Bresso), amministratori pubblici, operatori sanitari, sindacati e cittadini, per discutere dei nuovi orientamenti della Giunta Regionale di Centro destra sul sistema sanitario Piemontese : 330 milioni di euro di risparmi in 4 anni, blocco del turnover, licenziamento del personale precario, chiusura di alcuni importanti plessi ospedalieri. Nessun investimento sulla nostra Provincia.
Nel nuovo piano sanitario vine ipotizzato un accorpamento dei nostri Ospedali senza spiegare quali saranno le loro funzioni o di cosa si occuperanno quelli più piccoli.
Le Asl compreranno i servizi dagli ospedali, mettendo gli ospedali in concorrenza tra di loro e non in rete come si stava facendo con un netto miglioramento della qualità dei servizi erogati.
Questo modello organizzativo priverebbe gli amministratori locali di qualsiasi potere di indirizzo e di controllo lasciando loro solo un limitato ruolo d’indirizzo rispetto ai servizi territoriali.
Viene anche ipotizzato di assegnare alle aziende sanitarie provinciali le competenze dei Consorzi socio-assistenziali. Se ciò dovesse accadere il ruolo delle amministrazioni locali resterebbe ulteriormente indebolito e proseguirebbe un processo di accentramento delle decisioni e della gestione delle risorse sulla Regione mentre i comuni verrebbero relegati ad un ruolo di finanziatori del sistema, e la spesa socioassistenziale verrebbe divorata dalla spesa sanitaria.
Il principio rappresentato dalla continuità territoriale delle cure, che presupponeva un rapporto stretto tra ospedale e territorio, quale futuro avrà nella nostra Provincia?
La Giunta di Cota sembra riproporre in chiave peggiorativa il modello di sanità già proposta dalla seconda giunta Ghigo che fu bocciata prima di tutto dai cittadini e dagli operatori sanitari di ogni livello.

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
Partito della Rifondazione Comunista

Per info:3385929652